CATÓLICOS ALERTA

Defendiendo nuestra fe

ANATHEMA SIT BERGOGLIO
Miles Christi


08 de julio de 2018


Francesco ha infine trovato la tiara pontificia che gli si addice[1]

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«Ed a rompere senza più gl’indugi Ci spinge anzitutto il fatto, che i fautori dell’errore già non sono ormai da ricercarsi fra i nemici dichiarati; ma, ciò che dà somma pena e timore, si celano nel seno stesso della Chiesa, tanto più perniciosi quanto meno sono in vista. Alludiamo, o Venerabili Fratelli, a molti del laicato cattolico e, ciò ch’è più deplorevole, a non pochi dello stesso ceto sacerdotale, i quali, sotto finta di amore per la Chiesa, scevri d’ogni solido presidio di filosofico e teologico sapere, tutti anzi penetrati delle velenose dottrine dei nemici della Chiesa, si dànno, senza ritegno di sorta, per riformatori della Chiesa medesima; […] Per verità non si allontana dal vero chi li ritenga fra i nemici della Chiesa i più dannosi. Imperocché, come già abbiam detto, i lor consigli di distruzione non li agitano costoro al di fuori della Chiesa, ma dentro di essa; ond’è che il pericolo si appiatta quasi nelle vene stesse e nelle viscere di lei, con rovina tanto più certa, quanto essi la conoscono più addentro. Di più, non pongono già la scure ai rami od ai germogli; ma alla radice medesima, cioè alla fede ed alle fibre di lei più profonde.[2].» (San Pio X, Enciclica Pascendi, 1907, 2-3).

Tavola delle materie

Introduzione - 2

1. L’omosessualismo non più condannato, ma «integrato» - 4
2. Il laicismo va nel senso della «Storia» - 5
3. Chiesa e Sinagoga, una pari dignità - 8
4. Eresie caratterizzate - 10
5. Amoris laetitia: la distruzione del matrimonio e l’abolizione del peccato tramite la falsa misericordia - 15
6. Il mondialismo e l’«eco-enciclica» Laudato Si’ - 24
7. Spaventose bestemmie - 30
8. Sostegno all’islam e all’immigrazione musulmana in Europa - 37
9. Francesco, Teilhard de Chardin e il panteismo - 41
10. Francesco, parossismo dell’ecumenismo conciliare - 51
11. La questione della pena di morte - 57
12. Verso un governo mondiale - 60
Conclusione - 64

Introduzione

Parlare di Francesco potrebbe rivelarsi, non solo un esercizio particolarmente sgradevole, ma soprattutto pericoloso, per una duplice ragione che attiene sia al passato sia al futuro. Circa il passato, vi è il rischio di focalizzare eccessivamente l’attenzione sulla persona di Bergoglio, trascurando così di ricordare da dove viene la crisi attuale, la quale, per l’essenziale, non riguarda Francesco: lui non fa che esacerbarla e condurla alle sue estreme conseguenze. Circa il futuro, c’è il rischio di perdere di vista il senso di questa crisi spaventosa, rimanendo in qualche modo «prigionieri» dell’incubo attuale e dimenticando che, Dio permettendo, se ne parla per meglio far risplendere la gloria di Nostro Signore quand’Egli si degnerà di intervenire per punire i malvagi, ricompensare i giusti e restaurare ogni cosa.

Il primo rischio consiste dunque nel perdere di vista il quadro d’insieme e nel sopravvalutare una persona a detrimento dell’intero sistema di cui egli è solo una componente interscambiabile. Il secondo rischio, ancora più grave, sta nell’indebolimento della virtù teologale della speranza, dimenticando che Nostro Signore ha già vinto il male e che noi, se Gli restiamo fedeli, per grazia di Dio, partecipiamo alla Sua vittoria.

Ecco perché mi sforzerò primariamente di dimostrare, circa il passato, che la radice degli errori bergogliani affonda nel Vaticano II. Secondariamente, circa il futuro e per non cadere nello scoraggiamento, tenterò di mettere in risalto l’aspetto escatologico della crisi attuale, ricordando, come dice San Paolo che «tutto concorre al bene di coloro che amano Dio» (Rm. 8, 28); e che lo spiegamento del mistero d’iniquità, anche «nel luogo santo» (Mt. 24, 15), è permesso da Dio per meglio far risaltare il Suo trionfo al momento del Giudizio delle Nazioni: il Dies Irae nel quale sarà annientato l’impero del male.

Corruptio optimi pessima, la corruzione del migliore è quanto c’è di peggio. La più grande autorità morale sulla terra messa al servizio del male e della menzogna, diviene necessariamente il principale fattore rivoluzionario al mondo.

Come ho detto prima, quest’opera di iniquità non è dovuta solo a Francesco, in quanto si è abbeverato alla fonte avvelenata del Vaticano II e ne è divenuto l’ultimo dei propagatori, ma certo è che con lui la rivoluzione nella Chiesa ha incontestabilmente raggiunto un nuovo traguardo, ha effettuato un salto qualitativo: l’errore e la menzogna, la blasfemia e il sacrilegio, sono divenute onnipresenti e si manifestano con una sfrontatezza spudorata, tali da rendere irrespirabile l’atmosfera spirituale.

A quasi tre anni e mezzo di pontificato[3], l’opera di devastazione perpetrata da Francesco supera ogni immaginazione: bisogno di una conversione ecologica; richiesta di perdono ai «gay» per essere stati «discriminati» dalla Chiesa; costruire una «nuova umanità» con la «cultura dell’incontro»; la Chiesa e la Sinagoga hanno una «pari dignità»; Maria e la Chiesa hanno dei «difetti»; Lutero non si è sbagliato sulla dottrina della giustificazione; gli Stati cattolici sono incompatibili con il senso della «Storia»; i musulmani sono dei «figli di Dio»; la pena di morte per i criminali è «inammissibile»; un giorno la specie umana si estinguerà; non esiste il Dio cattolico; la moltiplicazione dei pani non c’è stata; Dio si serve dell’evoluzione e non è un «mago»; il matrimonio cristiano è solo un «ideale»; il linguaggio dei luterani e quello dei cattolici riguardo all’Eucarestia è «la stessa cosa»; La Chiesa ha avuto in passato dei «comportamenti inumani», ma dopo il Vaticano II ha imparato «il rispetto» delle altre religioni… L’elenco è interminabile. [4]

Questo studio non si propone di essere esaustivo (e come potrebbe esserlo senza assumere proporzioni enciclopediche?), esso ha solo il modesto obiettivo di passare sommariamente in rivista le principali aberrazioni e devastazioni messe in atto da quest’uomo idolatrato dai media del sistema e adulato da tutti i nemici della Chiesa. Le iniquità di questo pontificato sono di una vastità e di una indecenza tali che non ci si può impedire di dire col salmista: «Àlzati, giudice della terra, rendi ai superbi quello che si meritano! Fino a quando i malvagi, Signore, fino a quando i malvagi trionferanno? Sparleranno, diranno insolenze, si vanteranno tutti i malfattori?» (Salmo 94, 2-4). Bada, Francesco: la misura è colma…

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JORGE MARIO BERGOGLIO 2018

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[1] http://traditioninaction.org/RevolutionPhotos/A665-Tiara.htm
[2] http://w2.vatican.va/content/pius-x/it/encyclicals/documents/hf_p-x_enc_19070908_pascendi-dominici-gregis.html
[3] L'articolo è stato scritto nell'agosto 2016.
[4] Per maggiori informazioni sulle innumerevoli eresie e blasfemie di Francesco, si può consultare i libri: L’impostura bergogliana: I. Cronache di un empio e L’impostura bergogliana: II. La misura è colma, pubblicati dalle Editions Saint-Remi in quattro lingue (italiano, inglese, francese e spagnolo): http://saint-remi.fr/fr/anti-liberalisme/1464-limpostura-bergogliana-i-cronache-di-un-empio.html  http://saint-remi.fr/fr/anti-liberalisme/1495-limpostura-bergogliana-ii-la-misura-e-colma-.html http://saint-remi.fr/fr/35-livres#/filtre_auteur-miles_christi